Un commento al sondaggio sulla popolarità della Giunta Fedriga e gestione pandemia

Un commento al sondaggio sulla popolarità della Giunta Fedriga e gestione pandemia

“Ma com’è possibile che nel sondaggio sbandierato ieri da Fedriga la Giunta venisse elogiata per la gestione della pandemia, e oggi emerga nella sua tragicità il fatto che il FVG “si confermi la Regione con più decessi in Italia”?
Forse qualcuno in più dovrebbe porsi delle domande oltre a noi di Open Sinistra FVG che andiamo da tempo sottolineando come, malgrado la dedizione dei nostri lavoratori della Sanità, la gestione politica della Sanità in FVG non sia all’altezza della gravità del momento.
Un anno fa il Presidente Fedriga era in Piazza Unità con chi manifestava contro le misure statali di contenimento. La bozza dell’atto organizzativo dell’azienda del Friuli Centrale, la più vasta e complessa della Regione, è tenuto segreto, come fosse un piano di altra natura.
In questi momenti l’opacità è pericolosa. Il non riuscire ad andare fino in fondo sulle origini dei focolai o non volerlo fare circa le conclusioni degli ispettori ministeriali sono fatti molto gravi. Infine le dichiarazioni contraddittorie dell’Assessore Riccardi sulla sanità territoriale, tra ciò che dichiara in aula e ciò che viene scritto nei documenti di programmazione, disorientano gli operatori” ha dichiarato il consigliere regionale Furio Honsell.

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Furio Honsell administrator

1 commento finora

Augusta De PieroPubblicato il7:00 pm - Gen 5, 2022

Hai scritto: “In questi momenti l’opacità è pericolosa”.
Opacità che non significa la discrezione e il rispetto del silenzio, quando parlare – e parlare forte- è un dovere.
E ascolto è farsi corresponsabili di ciò che ci viene detto , condividendo razionalmente e altrettanto razionalmente dissentendo.
Ci sono situazioni e tempi in cui il silenziò è complicità.
Grazie Furio.
Certamente i risultati non ti confortano ma, nel successo e nell’insuccesso, il percorso assume un valore che può sorprendere, quando capiti di incontrare compagni di strada che danno sostanza a quello che sembra ignorato nell’istituzione cui sei stato eletto e sepolto dalla indifferenza della società civile.
Ho riletto in questi giorni il saggio/prefazione di Thomas Mann alle ‘Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea”.
Te ne trascrivo un passo, una breve citazione delle parole di un giovane partigiano francese, torturato dalla Gestapo e fucilato senza processo, che possono liberarci dalla dicotomia rigida, astorica e sterile del successo e dell’insuccesso.
“Poiché sono senza religione non mi sono sprofondato nella meditazione della morte: mi considero un po’
come una foglia che cade dall’albero per fare terriccio. La qualità di quel terriccio dipenderà da quella delle foglie”.

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