AVVICINARSI ALL’ITALIA E ALL’EUROPA: DA REGIONE DI CONFINE A REGIONE-PONTE

Fra le azioni concrete da mettere in campo si evidenziano:

  • Sfruttare appieno il nuovo Polo intermodale di Ronchi, utilizzando e potenziando la rete esistente di collegamenti ferroviari regionali, migliorando e velocizzando i collegamenti sia verso Venezia ed il Paese, sia verso Austria e Slovenia con particolare riferimento a Capodistria, Lubiana e Vienna.
  • Consolidare le scelte sulla portualità, assunte da Comune, Authority e Regione in una coerente ottica di sistema, che hanno tolto il porto di Trieste da anni di immobilismo e lo hanno inserito in una moderna ottica regionale. E’ necessario rafforzare in questa prospettiva lo sviluppo di un sistema regionale della portualità e della logistica e la cura delle relazioni internazionali necessarie ad alimentarlo, valutando la realizzazione di un vero e proprio Piano regionale della logistica per programmare gli investimenti e le strategie nel settore negli anni a venire.
  • Perseguire il potenziamento dei collegamenti ferroviari ma valutando con attenzione le richieste di razionalizzazione e di dismissione di tratte impattanti richieste dai cittadini. Va monitorato il traffico su gomma e vanno studiate misure alternative al traffico e di mitigazione dell’alto impatto ambientale che la terza corsia sta provocando e provocherà.
  • Dar seguito alle iniziative del Programma ERMES (an Excellent Region in a Multimedia European Society) per l’abbattimento del digital divide attraverso la cablatura della regione con la fibra ottica, tra le quali vi è la cessione in uso, a seguito di procedure ad evidenza pubblica, di quote dell’infrastruttura regionale a banda larga, eccedenti le necessità della Pubblica Amministrazione. Il digital divide che vede alcuni cittadini della regione svantaggiati rispetto ad altri (si pensi al territorio montano ma agli abitati sparsi in generale) va progressivamente colmato.
  • Promuovere l’alfabetizzazione digitale della cittadinanza, soprattutto anziana, senza lasciare indietro le fasce più deboli e tenendo conto che il digital divide non è solamente una questione infrastrutturale, ma anche sociale. Il fattore abilitante delle tecnologie digitali è tale solamente se lo è per tutti, altrimenti accresce le disuguaglianze.