Archivio per Categoria Europa

Il modo malthusiano con il quale la destra liberista combatte l’epidemia Covid-19

Voglio premettere a qualsiasi ragionamento sull’emergenza epidemiologica del Covid-19 la solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti anche negli affetti da questa epidemia, la gratitudine nei confronti di coloro che sono in prima linea a combatterla: operatori, infermieri e medici e l’elogio nei confronti di tutti coloro che si adoperano per ridurre i disagi, come il mondo della scuola.

Sono rimasto molto colpito dalle dichiarazioni di Sir Patrick Vallence, principale consulente sanitario di Boris Johnson che oggi difendendo le misure prese dal governo britannico ha dichiarato: “Our aim is to try and reduce the peak, broaden the peak, not suppress it completely; also, because the vast majority of people get a mild illness, to build up some kind of herd immunity so more people are immune to this disease and we reduce the transmission, at the same time we protect those who are most vulnerable to it.” [Fonte: https://urly.it/34tcg]
(Il nostro obiettivo è di ridurre il picco, di appiattirlo, MA NON DI SOPPRIMERLO COMPLETAMENTE, per cercare di costruire un’immunità di gregge, perché la maggior parte delle persone ha solo disturbi lievi mentre così si costruisce un’immunità di gregge. Così più persone diventano immuni e si riduce la trasmissione, e al tempo stesso proteggiamo le persone più vulnerabili).

Dichiarare che si vuole creare l’immunità di gregge lasciando che l’epidemia faccia un il suo corso a spese dei cittadini è un ragionamento quasi eugenetico, che avrebbe potuto fare a fine XVIII secolo Malthus, il teorico della lotta per la sopravvivenza del più adatto. In questo momento si deve combattere in tutti i modi il virus, e aspettare che ci sia un vaccino per raggiungere l’immunità di gregge. Lasciare che il virus faccia il suo corso permette infatti di raggiungere l’obiettivo solamente al prezzo della sofferenza e della morte di tante persone più deboli. E’ ipocrita pensare che questo modo di fare permetta di proteggere i più vulnerabili. Certamente permette di ridurre i costi della sanità pubblica, ma sicuramente gli “eliminati” della selezione apparterrebbero ai ceti più deboli della società. Quelli con accesso alle cure meno qualificate, più deboli, più soli.

Dobbiamo contrastare questo modalità di pensiero in modo radicale.
La lezione principale di questa tragica esperienza collettiva deve invece essere proprio quella di non lasciare nessuno indietro. Ridurre i contatti diretti, obbligando tutti a rimanere a casa, è infatti una misura di salute pubblica, e non privata, che prima di essere una forma di protezione per noi, è un modo per non contribuire alla diffusione del virus che potrebbe colpire proprio quelli che Sir Patrick Vallence, invece abbandonerebbe a loro stessi.

Questo modo di destra iperliberista interpretare la salute pubblica è una bancarotta spirituale molto pericolosa anche per chi la predica.

Udine, 30 novembre 2019: idee comuni 2.0

Desidero ricordarvi l’appuntamento di sabato 30 novembreIDEE COMUNI 2.0” che si terrà dalle ore 09.30 alle 16.00 c/o Lino’s & Co, in Via Artico di Prampero 7 a Udine.

IDEE COMUNI 2.0 è un’iniziativa che nasce per aggiornare le idee programmatiche discutendone assieme nei tavoli tematici, fare un bilancio di quello che sta succedendo in Consiglio regionale e del lavoro che siamo riusciti a svolgere e ragionare sulle scelte organizzative in grado di rafforzare la nostra rete e di farla crescere sul territorio.

Per saperne di più circa il programma della giornata clicca qui.

Donne in Iran, appello europeo

L’obiettivo è arrivare al Parlamento Europeo nella maniera più compatta possibile: la battaglia a difesa della libertà delle donne in Iran, ancora una volta, parte da Pordenone e mira a coinvolgere nuovamente la politica europea. Questo l’obiettivo dell’incontro tra il pordenonese Taher Djafarizad (presidente dell’associazione Nedaday) e Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano che, da settembre, è vicepresidente della Commissione Affari costituzionali del Parlamento Europeo. L’incontro si è tenuto venerdì scorso, a Milano, grazie alla mediazione dell’ex sindaco di Udine, Furio Honsell.

NASRIN LIBERA
L’appello riguarda Nasrin Sotoudeh, l’avvocata iraniana, premio Sakharov 2012, condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per essersi battuta per il diritto delle donne iraniane a non indossare il velo. «Abbiamo chiesto una discussione sul caso e un eventuale mobilitazione, come già accadde anni fa per Sakineh, – spiega Djafarizad – che fortunatamente venne poi liberata. Basta con i soli striscioni, il Parlamento Europeo è uno degli interlocutori principali dell’Iran e ha la forza per poter essere ascoltato. Pisapia ha accolto il nostro appello. Ora vogliamo coinvolgere il maggior numero di eurodeputati». 
La solidarietà a Sotoudeh ha portato anche il Comune di Pordenone ad appendere uno striscione in sua difesa. La Francia si è già mobilitata per lei. «Oltre alla sua – insiste Djafarizad – chiediamo che il Parlamento Europeo pressi per la liberazione anche di centinaia di donne iraniane dei mercoledì bianchi, che manifestano contro l’imposizione di indossare il velo, scendendo per le strade col velo bianco e poi scoprendosi il capo. Il regime iraniano di recente ha ricominciato a incarcerare genitori o parenti di dissidenti e attivisti. Come accadde 15 anni fa anche a mia madre, ottantacinquenne, che venne portata in prigione per tre giorni per colpire me» ricorda Djafarizad.

COME MIA MADRE
«L’obbligo del velo non fa parte della tradizione dell’Iran. Prima del 1979, quando ancora vivevo lì, la maggioranza delle donne non lo indossava e andava ad assistere alle competizioni sportive». Laureata in diritto internazionale, Nasrin Sotoudeh è stata arrestata la prima volta nel 2010, condannata l’anno successivo a 11 anni di carcere, rilasciata anzitempo nel 2013. Nel giugno 2018 è stata nuovamente condotta in carcere, accusata di reati legati alla sicurezza nazionale, condannata nel 2019 a 33 anni di carcere e 148 frustate.


Autrice: Valentina Silvastrini | Fonte: Il Gazzettino

Emissioni di gas serra e piani d’azione:

Bene preparare una conferenza sul riscaldamento globale in area Adriatica, che come è noto sarà più esposta di altre agli aumenti della temperatura, ma non basta più solamente parlarne. Questa amministrazione regionale è stata incapace fino ad oggi di fare alcunché per ridurre le emissioni di gas serra. Quanti piani di azione ha attuato? Quanti ne ha promossi presso gli enti locali?
Assistiamo invece al tentativo di fare proclami per accattivarsi l’elettorato che sembra un po’ più sensibile. E intanto la temperatura sale. Poi dare i dati dell’aria su un anno solo dice poco, e forse nasconde molto.

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