ESSERE LA PRIMA REGIONE IN ITALIA NEL SOSTEGNO ALLE ATTIVITA’ CULTURALI

Anche a causa dei vincoli di bilancio sulle spese di investimento, quella che è rimasta al palo è la politica degli investimenti sui beni e sul patrimonio culturale e ambientale: è un settore su cui invece bisogna ricominciare ad investire, anche per convertire il nostro turismo in turismo culturale e ambientale in modo da renderlo più stabile e meno soggetto alle oscillazioni del mercato che, come noto, dipendono anche da contingenze della politica internazionale.

Parallelamente, è necessario lavorare a un piano di investimenti per il turismo, sia in termini di promozione che di infrastrutturazione: stiamo vivendo una congiuntura molto positiva, ma la nuova clientela turistica va fidelizzata rilanciando l’offerta. Un massiccio investimento sulle strutture ricettive è già stato fatto, sebbene in de minimis, ma va reso continuativo.

In questo quadro comunque positivo occorre procedere, innovare e mirare alla qualità, lavorando su alcuni concetti fondamentali:

  • Cultura come priorità strategica per lo sviluppo di individuo e comunità e patrimonio culturale come bene comune; la Convenzione di Faro 2005 (che sta seguendo attualmente in Italia l’iter parlamentare di ratifica con il Ddl S.2795) delinea un profondo cambiamento culturale in atto, con una nuova identificazione del patrimonio e dei paesaggi culturali: dal valore in sé dei beni culturali al valore che debbono poterne conseguire le persone, dal “diritto del patrimonio culturale” al “diritto al patrimonio culturale”, ovvero al diritto, individuale o collettivo, di trarre beneficio dal patrimonio.
  • Cultura, quindi, come complesso di beni e attività, che diventano opportunità di lavoro e di reddito.
  • Integrazione efficace e sempre più consapevole tra cultura e turismo, rilanciando la qualità progettuale e ponendo i sistemi turistici al servizio della valorizzazione del patrimonio, per la riqualificazione della stessa offerta turistica in senso culturale.
  • Visione globale e organica dei beni culturali che pone al centro dell’azione politica il paesaggio, la sua stratificazione e complessità, attraverso la ricomposizione di quel tessuto connettivo che comprende non solo i grandi “fulcri” (i grandi monumenti, le aree archeologiche importanti, le opere d’arte di pregio) ma anche il patrimonio diffuso che caratterizza il nostro territorio; insieme costituiscono un sistema, un “palinsesto vivente”, che ci restituisce la storia delle relazioni tra l’ambiente e i gruppi umani nei secoli.
  • Cultura e istituzioni culturali come scenari di politiche attive di accoglienza, aggregazione e inclusione; i musei, le biblioteche, gli archivi possono essere luoghi vivi, radicati nel territorio, pertanto capaci di leggerne anche il cambiamento in termini demografici e culturali; possono essere strumenti educativi di grande forza, non solo per il pubblico “colto”, medio-alto che solitamente li frequenta, ma anche per quelle categorie sociali che ne sono ancora escluse.
  • Partecipazione attiva dei cittadini, associazioni, enti locali, Università, scuola, in un processo di conoscenza accessibile e inclusiva, in grado di garantire politiche efficaci di tutela e valorizzazione.

Proponiamo quindi per il settore dei beni e delle attività culturali una serie di interventi che si innestano su questi punti programmatici, potenziando laddove possibile il lavoro avviato:

  • Valorizzare le reti museali (previste dalla nuova legislazione regionale), ecomuseali e delle fototeche, così come dei sistemi bibliotecari con progetti di affiancamento e sostegno, con l’obiettivo della riqualificazione generale delle istituzioni culturali del territorio, che vede, accanto ad alcune eccellenze, un pulviscolo di realtà non ancora dotate degli standard di qualità oggi richiesti.
  • Incentivare l’occupazione giovanile e anziana nelle istituzioni culturali e la nascita di start-up nel settore delle attività culturali con bandi e azioni specifiche.
  • Valorizzare il patrimonio diffuso, anche quello apparentemente “minore”, attraverso una segnaletica regionale, una serie di percorsi fruibili anche attraverso la mobilità lenta e l’ausilio di applicazioni tecnologiche, una maggiore disponibilità e accessibilità dei beni (orari di apertura e soluzioni di accesso e fruizione per tutti).
  • Coordinare in misura maggiore e più efficace cultura e turismo, in particolare attraverso una formazione specifica rivolta sia agli operatori culturali che a quelli turistici, perché abbiano piena conoscenza delle risorse culturali del territorio e sappiano adottare soluzioni adeguate e rispettose del patrimonio.
  • Valorizzare il profondo legame esistente tra patrimonio culturale e pianificazione paesaggistica, attraverso il monitoraggio e il contributo agli strumenti per la pianificazione e gestione del territorio (Piano Paesaggistico Regionale, Programma di sviluppo rurale, ecc.) e alla riforma degli enti locali.
  • Favorire l’emergere di nuove realtà nel settore delle attività culturali, accanto a quelle già esistenti, e sostenere la diffusione delle produzioni artistiche a livello regionale, nazionale e internazionale.
  • Pianificare i bandi e i contributi destinati al settore delle attività in maniera più flessibile rispetto al panorama multidisciplinare in cui le arti comunicano tra loro.
  • Incentivare programmi di educazione al patrimonio e alle attività culturali, teatrali e dell’audiovisivo, anche attraverso ulteriori incentivi alle scuole e alle istituzioni e associazioni per progetti di audience development.
  • Potenziare le politiche per le pari opportunità nelle istituzioni e nelle attività culturali e continuare a premiare i progetti che favoriscano l’inclusione e il rispetto dei diritti umani.
  • Favorire con strumenti adeguati i contatti, le collaborazioni e le reti internazionali, usando come modello la significativa esperienza in questo ambito del Fondo regionale per l’audiovisivo, che ha consentito ai produttori locali di crescere a livello internazionale, organizzando dei momenti di incontro e di networking a livello europeo, nonché altre possibilità di professionalizzazione.

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