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MIA – Misura d’Inclusione Attiva: un commento a caldo dal Consiglio regionale

La reintroduzione della Misura d’Inclusione Attiva nella finanziaria 2019 rappresenta l’ennesimo intervento da parte della Giunta regionale che va a peggiorare quanto di buono introdotto precedentemente, e che andava invece prorogato.

Se da un lato infatti si mantiene questa misura di sostegno che ha aiutato più 24.000 famiglie in passato, dall’altro la marca con la cifra del rancore ideologico. Alla misura di sostegno vengono infatti apportate due modifiche sostanziali: si pone un tetto massimo all’importo economico e viene introdotto il vincolo di 5 anni di residenzialità per farne richiesta.

La prima modifica, nella sostanza, comporterà la decurtazione di meno di un centinaio di euro mensili, e solamente in pochissimi casi, ma un tanto basta a segnare che la difficoltà economica è una colpa, se non addirittura un vizio per questa maggioranza.

Per quanto concerne la seconda invece poco importa a questa Giunta se creerà non poche difficoltà a diverse famiglie che si ritroveranno in una situazione di forte disagio, rimbalzando tra l’altro la gestione del problema ai servizi sociali dei Comuni.

Ciò che importa è che chi è povero non si senta mai ben accetto nella Regione governata da questa coalizione.

Più attenzione alla disabilità

Il momento in cui il Consiglio Regionale discute del Documento di Economia e Finanza rappresenta la sede opportuna non solo per definire le macrostrategie regionali in materia di politica di bilancio, ma anche per fare il punto su tutta una serie di questioni apparentemente minori, ma che nei fatti coinvolgono la vita e i bisogni di molte famiglie, di nostri corregionali.

Tra le questioni che meritano attenzione e sulle quali la nostra attività consiliare intende orientarsi vi sono quelle relative alla disabilità che si collegano in modo profondo con il godimento pieno dei diritti di cittadinanza e del principio di uguaglianza. In particolare, come Open Sinistra FVG sollecitiamo l’attenzione della Giunta regionale e della maggioranza politica su due temi precisi: le liste di attesa del Fondo di Autonomia Possibile (FAP) e il trasporto dei ragazzi disabili frequentanti la scuola secondaria.

Il FAP è uno strumento fondamentale di tipo economico ma con un impatto anche di natura socio-culturale, considerato che la sua finalità non si limita all’elargizione di un sostegno di tipo materiale, comportando anche un positivo impatto nelle strategie di contrasto all’emarginazione sociale del portatore di disabilità fisica o psichica e quindi riteniamo necessario che una regione inclusiva e attenta alle necessità di tutti i propri cittadini investa risorse in questo ambito. Per quanto concerne invece il tema del trasporto degli studenti disabili è fondamentale porre rimedio ad un vuoto creato dalla riforma del sistema delle Autonomie Locali che non ha chiarito pienamente il nuovo equilibrio di competenze e risorse tra Regione e UTI su questa tipologia di servizio precedentemente svolto dall’ente provinciale.

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