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Su prolungamento ingiusta carcerazione Zaky: necessario serio impegno del Governo italiano per la liberazione

Nelle scorse ore è giunta la notizia del prolungamento dell’arbitraria e inaccettabile carcerazione al Cairo di Patrick Zaky, oramai in carcere da più di 8 mesi e i cui diritti sono continuamente negati. Dobbiamo ribadire ancora una volta con tutta la nostra voce la necessità di un serio impegno ed intervento in Egitto da parte del governo italiano e delle autorità europee.
Avendo appreso dei molti interessi commerciali italiani in Egitto, come quelli preoccupanti per altro legati alla vendita di armamenti, si suppone che la voce dell’Italia possa essere sufficientemente autorevole. L’imperativo è categorico: liberare subito Patrick Zaky da questo brutto incubo, che alimenta grandi preoccupazioni anche per la sua famiglia e i suoi amici, così come compiere un appello per Verità e Giustizia come più volte chiesto dalla Famiglia Regeni per conoscere le vere cause e le responsabilità per la morte del loro figlio Giulio.

Sulla notizia della possibile archiviazione dell’indagine omicidio di Giulio Regeni: un mio commento

È tremenda la notizia che ieri è stata data dalla RAI per cui potrebbe essere archiviata l’indagine sul criminale omicidio di Giulio Regeni, perché non ci sarebbe risposta alla rogatoria internazionale.

La reazione del Governo italiano dovrebbe essere l’opposto. Se non arriva l’autorizzazione dovrebbe richiamare l’ambasciatore!

Questa notizia è gravissima anche perché posteriore di pochi giorni a quella di una maxi vendita di navi da guerra all’#Egitto. Che l’interesse del nostro paese stia nel non avere ostacoli nella vendita di armi piuttosto che nel promuovere i diritti umani è agghiacciante.
Non si hanno nemmeno notizie dello studente dell’Università di Bologna Patrick Zaki, che è ancora in carcere con accuse arbitrarie.

Nel giugno del 2018, nella sua prima mozione (su proposta di Furio Honsell – Open Sinistra FVG) il Consiglio Regionale del FVG espresse all’unanimità l’impegno a favore della #giustizia per Giulio Regeni e le altre vittime delle dittature. Chiediamo al Presidente Fedriga che si adoperi con rinnovata e energia su questo fronte, essendo ormai passati ben 2 anni.

Ancora non arrivano risposte dall’Egitto sulla rogatoria presentata dalla Procura di Roma che vuole interrogare un testimone. Paola e Claudio Regeni tornano a chiedere il ritiro del nostro ambasciatore al Cairo.

Verità e Giustizia per Famiglia Cucchi e battaglie di molte altre

Finalmente Verità e Giustizia per Stefano Cucchi e la sua coraggiosa famiglia. Rimane ancora profondo il dolore per la barbara violenza che subì in una caserma e per il fatto che anche nei giorni successivi nessuna delle decine di persone che lo videro gli prestarono soccorso. Rimane inoltre la vergogna che per tale verità ci siano voluti più dieci anni per stabilirle.

L’Italia si conferma però uno stato di diritto, anche quando l’affermazione di questo principio può essere dolorosa per lo Stato stesso. La democrazia è anche la capacità del potere di autolimitarsi ponendo al centro il cittadino.

Oggi il mio pensiero va anche a molte altre famiglie, ed in particolare alla battaglia per la giustizia e la verità della famiglia Regeni: la notizia di oggi deve impegnarci a lottare con rinnovato impegno per loro. Loro lottano non solo per i loro familiari ma per ciascuno di noi.

Interrogazione per conoscere azioni intraprese per attuazione Mozione per Verità e Giustizia per Giulio Regeni

Questa mattina Open Sinistra FVG ha posto in Consiglio Regionale, attraverso un’interrogazione a risposta immediata, il problema dell’inerzia della Regione sulla vicenda di Giulio Regeni dopo l’approvazione all’unanimità della mozione 2/2018 presentata dal Consigliere Furio Honsell.

“Qual è il senso della mozione approvata all’unanimità, se dopo 14 mesi dalla sua approvazione l’unica iniziativa che è stata presa dalla Regione, con motivazioni risibili e tutto sommato non rispettose verso la sensibilità dei cittadini del FVG, della Famiglia e della memoria di Giulio Regeni, è stata quella di togliere lo striscione in Piazza Unità?”.

La risposta dell’Assessore Roberti, delegato dalla Giunta, è stata assai deludente: tutto si è ridotto al sostenere che l’eliminazione di uno striscione per ricordare a tutti i cittadini il valore di ottenere la verità su questo caso “non cambia e non muta di un millimetro la volontà della Regione di poter arrivare alla verità.” L’Assessore Roberti ha dichiarato che sono state inviate alcune lettere indirizzate al Governo.

Il Consigliere Honsell ha risposto che “mandare in giro delle lettere non è molto impegnativo. Avrebbe un peso diverso interrogarsi sul perché non giungano delle risposte o perché appunto non sia il caso di essere più incalzanti con quelle che sono le iniziative volte a trovare la verità; se no anche quello diventa un mero adempimento. Qui si tratta di ottenere un risultato!”.

Infine, l’Assessore ha voluto “censurare” l’interrogazione a risposta immediata del Consigliere Honsell affermando la non urgenza del tema. Vogliamo far presente all’Assessore che nell’articolo del Regolamento il tema relativo ad un’interrogazione può essere anche di attualità. Si parla molto di urgenza, ma cosa ci può essere di più urgente, se non di ricevere una risposta chiara, la verità, sulla barbara uccisione di un nostro corregionale avvenuta più di tre anni fa?

Tra l’altro l’Assessore dimostra di essere in contraddizione con il gruppo della Lega in Parlamento, in quanto è lo stesso capogruppo della Lega in Commissione Esteri a chiedersi: che fine ha fatto la Commissione di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni?

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