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Verità e Giustizia per Famiglia Cucchi e battaglie di molte altre

Finalmente Verità e Giustizia per Stefano Cucchi e la sua coraggiosa famiglia. Rimane ancora profondo il dolore per la barbara violenza che subì in una caserma e per il fatto che anche nei giorni successivi nessuna delle decine di persone che lo videro gli prestarono soccorso. Rimane inoltre la vergogna che per tale verità ci siano voluti più dieci anni per stabilirle.

L’Italia si conferma però uno stato di diritto, anche quando l’affermazione di questo principio può essere dolorosa per lo Stato stesso. La democrazia è anche la capacità del potere di autolimitarsi ponendo al centro il cittadino.

Oggi il mio pensiero va anche a molte altre famiglie, ed in particolare alla battaglia per la giustizia e la verità della famiglia Regeni: la notizia di oggi deve impegnarci a lottare con rinnovato impegno per loro. Loro lottano non solo per i loro familiari ma per ciascuno di noi.

Interrogazione per conoscere azioni intraprese per attuazione Mozione per Verità e Giustizia per Giulio Regeni

Questa mattina Open Sinistra FVG ha posto in Consiglio Regionale, attraverso un’interrogazione a risposta immediata, il problema dell’inerzia della Regione sulla vicenda di Giulio Regeni dopo l’approvazione all’unanimità della mozione 2/2018 presentata dal Consigliere Furio Honsell.

“Qual è il senso della mozione approvata all’unanimità, se dopo 14 mesi dalla sua approvazione l’unica iniziativa che è stata presa dalla Regione, con motivazioni risibili e tutto sommato non rispettose verso la sensibilità dei cittadini del FVG, della Famiglia e della memoria di Giulio Regeni, è stata quella di togliere lo striscione in Piazza Unità?”.

La risposta dell’Assessore Roberti, delegato dalla Giunta, è stata assai deludente: tutto si è ridotto al sostenere che l’eliminazione di uno striscione per ricordare a tutti i cittadini il valore di ottenere la verità su questo caso “non cambia e non muta di un millimetro la volontà della Regione di poter arrivare alla verità.” L’Assessore Roberti ha dichiarato che sono state inviate alcune lettere indirizzate al Governo.

Il Consigliere Honsell ha risposto che “mandare in giro delle lettere non è molto impegnativo. Avrebbe un peso diverso interrogarsi sul perché non giungano delle risposte o perché appunto non sia il caso di essere più incalzanti con quelle che sono le iniziative volte a trovare la verità; se no anche quello diventa un mero adempimento. Qui si tratta di ottenere un risultato!”.

Infine, l’Assessore ha voluto “censurare” l’interrogazione a risposta immediata del Consigliere Honsell affermando la non urgenza del tema. Vogliamo far presente all’Assessore che nell’articolo del Regolamento il tema relativo ad un’interrogazione può essere anche di attualità. Si parla molto di urgenza, ma cosa ci può essere di più urgente, se non di ricevere una risposta chiara, la verità, sulla barbara uccisione di un nostro corregionale avvenuta più di tre anni fa?

Tra l’altro l’Assessore dimostra di essere in contraddizione con il gruppo della Lega in Parlamento, in quanto è lo stesso capogruppo della Lega in Commissione Esteri a chiedersi: che fine ha fatto la Commissione di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni?

Verità per Giulio, giù lo striscione della Regione FVG: atteggiamento scandaloso

Rimaniamo sconcertati dalla notizia per cui lo striscione, appeso alla facciata del Palazzo della Regione FVG in Piazza Unità d’Italia a Trieste, di sostegno alla campagna per la richiesta di Verità e Giustizia per Giulio Regeni è stato tolto. Il motivo? Affiggere i manifesti per gli Europei Under 21 di calcio.

Sembra che ogni pretesto sia buono per eliminare un messaggio forte di giustizia e vicinanza alla famiglia, in particolare in questo momento di tensione dopo l’ondata di intimidazioni al Cairo nei confronti dei Regeni, dei loro avvocati e consulenti.

I genitori di Giulio non devono rimanere da soli a combattere per conoscere la verità sulla tortura e l’uccisione del loro figlio e proprio per questo, vista la notevole visibilità di un evento come gli Europei Under 21 di calcio, lo striscione doveva rimane lì al suo posto. Così facendo anche in Europa si sarebbero accesi i riflettori su questa vicenda, che non riguarda solamente l’Italia ma tutti: purtroppo si tratta di un’altra occasione persa.

Infine – prosegue Honsell – questo atteggiamento è scandaloso, considerando anche che lo scorso luglio il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione in favore della ricerca della Verità e Giustizia per Giulio.

#VeritaperGiulioRegeni

Verità e giustizia per Giulio Regeni

Ieri eravamo in molti stretti intorno alla comunità di Fiumicello e ai genitori di Giulio Regeni a rinnovare dopo tre anni l’impegno per “la verità e la giustizia per Giulio Regeni”.

Con quello spirito, il 20 giugno 2018, noi di Open Sinistra FVG, proponemmo la prima mozione di questa legislatura regionale, volta a incitare il nuovo governo nazionale e i presidenti delle Camere nel perseguire il loro impegno di verità.

Perché è così importante chiedere la verità per Giulio quando dopotutto noi già la sappiamo? Il suo sequestro, le tremende torture che subì e la sua morte furono opera degli apparati repressivi dello Stato egiziano. Perché vogliamo sapere quali livelli dello Stato egiziano avevano ordinato tutto ciò?

Lo vogliamo per tutti i Giulio Regeni dell’Egitto e del mondo che in tutte le dittature vengono ogni giorno perseguitati per il loro desiderio di libertà e di emancipazione e vengono torturati e uccisi.

Lo vogliamo perché difendere e promuovere i diritti umani è nostro dovere oltre che un nostro bisogno di vita!

Come ogni anno Paola, la mamma di Giulio ha condiviso tanti pensieri con noi, come il ponte ideale che ha stabilito con le Madri di Plaza de Mayo, che hanno avuto giustizia dopo 40 anni.

Domani, Giornata della Memoria, riaffermiamo nuovamente il nostro impegno perché gli esseri umani non siano mai più considerati come oggetti sui quali scaricare l’odio ed esercitare la barbarie.

Il nostro pensiero però è fisso oggi su quei migranti che da giorni relegati sulla Sea Watch, a meno di due miglia marine dalla costa italiana, vivono un’esperienza tremenda.Un’esperienza voluta dai ministri del nostro governo come deterrente contro futuri arrivi di richiedenti asilo.

Penso che anche questa sia tortura e sento la colpevolezza per non poter fare molto per poterli aiutare ed accogliere.

Ieri a Fiumicello è stata anche ricordata la vicenda della, nave St. Louis che salpò dalla Germania nel 1939 carica di profughi ebrei che cercavano di mettersi in salvo dal nazismo. Fu respinta da numerosi porti da questa e da quella sponda dell’Atlantico e fu costretta a fare ritorno in Europa. Molti di loro non si salvarono dall’Olocausto!

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