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La Mozione Open-Sinistra FVG su verità e giustizia per Giulio Regeni approvata all’unanimità dal Consiglio

In questi giorni di discussione su temi importanti come l’assestamento di bilancio o la disciplina degli Enti Locali in cui la politica regionale si è costantemente divisa in modo verticale su tutto o quasi si è realizzato oggi un importante momento di unità.

Quale consigliere regionale di Open Sinistra FVG ho presentato infatti una mozione che vincoli la Giunta regionale a mantenere gli impegni assunti con la Famiglia Regeni e con la comunità regionale in relazione alla fattiva ricerca della verità politica e processuale da parte delle autorità e di riferire tempestivamente al Consiglio su azioni e decisioni positive adottate.

La mozione – resasi necessaria anche per l’assenza di una direzione univoca da parte del governo su questo tema – è stata approvata all’unanimità dal Consiglio e questo conferma come la drammatica vicenda umana e civile di Giulio Regeni abbia fortemente turbato e ferito la comunità del Friuli Venezia Giulia senza distinzione di convinzioni politiche o filosofiche.
È infine – per me – motivo di particolare soddisfazione dato che Open Sinistra FVG è un gruppo composto da un solo componente, ma questo voto testimonia anche che quando si discute senza pregiudizi o vincoli ideologici la forza della ragione può prevalere su quella dei numeri.

So bene che nulla può restituire serenità ai genitori e all’universo degli affetti di Giulio, ma spero che la consapevolezza che l’intera comunità politica regionale sia vicina a loro non possa che rappresentare una fonte, per quanto debole di conforto.

La strage dei lavoratori deve arrestarsi

Di fronte alle tragedie che in solo due giorni hanno spezzato la vita di Andrea Diliberto e Matteo Smoilis la sinistra non deve rimanere silenziosa: la strage dei lavoratori deve arrestarsi.

Ma non basta più esprimere condanne verbali e scandalizzarsi. È necessario promuovere un’azione straordinaria per arrestare questo stillicidio di giovani, che muoiono proprio nella condizione più agognata nella loro vita: il posto di lavoro.
Ci vuole certamente, maggiore cultura della sicurezza e maggiore formazione alla sicurezza, ma ci vuole soprattutto maggiore controllo. Controllo delle condizioni e degli orari di lavoro, controllo delle attrezzature e delle procedure lavorative.

La responsabilità di un incidente deve ricadere su tutta la catena di comando. Nessuno può sfuggire alla propria responsabilità dicendo che la responsabilità era di un altro più in alto. Tutti devono essere controllori. La responsabilità deve ricadere su chi appalta e non controlla attraverso la direzione lavori. Deve ricadere sul futuro delle ditte e delle società coinvolte. E soprattutto l’esito delle inchieste deve essere reso pubblico e gli eventuali processi devono avere una corsia preferenziale e non disperdersi nei ricorsi. Essere stati coinvolti in un incidente sul lavoro deve essere uno stigma difficile da cancellare che pesi sui futuri appalti.

Il lavoro è il valore fondante della nostra Repubblica. La mancanza di sicurezza sul lavoro è incostituzionale. Una violazione non può essere
estinguibile con una multa.

Invecchiamento della popolazione: sviluppo della silver economy per una maggiore partecipazione attiva

Il vero mutamento demografico non è la menzogna “dell’invasione” sfruttato vergognosamente dalla Lega nelle recenti campagne elettorali: il vero mutamento demografico dell’Europa è l’invecchiamento della popolazione. Sono stato presidente dello European Covenant for Demographic Change, che riunisce vari enti di ricerca, enti locali e molte associazioni europee che si occupano di pensionati e anziani e da qui parte una mia considerazione: l’allungarsi dell’aspettativa di vita va accompagnata da una politica d’invecchiamento attivo, che è la premessa per un invecchiamento sano.
“Gli anni in più di vita devono essere anni con vitalità in più”, recita l’adagio dell’organizzazione Mondiale della Sanità. Va dunque sviluppata quella Silver Economy che vede gli anziani assumere nuovi ruoli attivi. La Silver Economy è l’opposto della legge Fornero che obbliga a svolgere anche in età avanzata il lavoro che si svolgeva da giovani. Al contrario, la Silver Economy propone per gli anziani nuove opportunità di partecipazione attiva.

 

Leggi qui un articolo d’approfondimento de Linkiesta.it.

Evviva Jerry Brown!

Jerry Brown deve ispirare tutti i leader politici del mondo per un impegno fattivo contro le emissioni di gas serra. Negli ultimi 10 anni nella città di Udine ci siamo battuti per la decarbonizzazione: questo deve diventare il nostro impegno per tutta la Regione Fvg per il prossimo futuro. Non soltanto è un nostro dovere ma anche la nostra unica speranza.


Qui sotto l’articolo del San Francisco Chronicle:

Brown slams ‘Outlaw Pruitt’ as California sues EPA over clean-car rules

California and 16 other states on Tuesday sued the U.S. Environmental Protection Agency over its efforts to weaken or freeze fuel economy improvements in cars, with Gov. Jerry Brown casting the move as essential to fighting climate change.

The suit opens yet another front in the ongoing legal battle between Brown and the Trump administration over immigration and environmental policies. The complaint also takes direct aim at EPA Administrator Scott Pruitt, whom critics accuse of trying to gut his own department from within.

Pruitt last month moved to reconsider fuel economy standards for the years 2022 through 2025, requirements set by the Obama administration and closely modeled on California’s clean-car regulations. By 2025, those standards require the fleet-wide average mileage for cars and light trucks to nominally top 50 miles per gallon (though the actual number is lower due to credits and loopholes). Pruitt argued that the rules were too stringent and could greatly increase car costs for consumers.

Brown and other California officials on Tuesday called Pruitt’s decision arbitrary and therefore illegal, saying the administrator was trying to change a regulation without supporting evidence.

At one point referring to the administrator as “Outlaw Pruitt,” Brown said Pruitt and President Trump want Americans to buy more gasoline. He slammed both for ignoring global warming science, which holds that rising greenhouse gas levels in the atmosphere from burning fossil fuels are heating the planet. In California, well over a third of greenhouse gas emissions come from transportation.

“Climate change is not a joke, the fires, the floods, the rising sea levels,” Brown said, at a press conference in Sacramento. “This is real stuff, and if Pruitt doesn’t get it, if Trump doesn’t get it, they’ve got to go.”

The EPA declined to comment, issuing a statement saying the agency would not discuss pending litigation.

California has now filed 32 lawsuits against the Trump administration, state Attorney General Xavier Becerra said Tuesday. Of those “16 or 17” concern environmental issues, he said. The coalition of states behind Tuesday’s suit — along with the District of Columbia, which also joined — represents 140 million people and about 43 percent of the U.S. auto market.

“The world is not flat, pollution is not free, and the health of our children and the future are not for sale,” Becerra said at the press conference with Brown.

California has a long history of battling the federal government over auto mileage requirements.

Since 1970, the state has held a waiver under the federal Clean Air Act to impose its own air pollution regulations that can be more stringent than national rules. A 2002 California law extended that principle to greenhouse gases from cars, tightening mileage requirements as a way to cut emissions.

The law provoked a long legal fight including automakers and the George W. Bush administration, which argued that the federal government alone had the authority to set fuel economy standards. California eventually prevailed, and President Obama announced in 2009 that he would take California’s standards nationwide, as one of his first major actions on climate change.

Automakers sent Trump a letter after his 2016 election asking to revisit the auto standards for the years 2022 through 2025, in which mileage requirements are set to rapidly ramp up. The fuel economy program already called for re-evaluating those years to determine if the requirements were still appropriate, and shortly before Trump’s 2017 inauguration, the Obama administration announced that the requirements would stay in place.

On April 13, the EPA published in the Federal Register a notice that the agency intends to withdraw that determination.

“The Administrator determines that the current standards are based on outdated information, and that more recent information suggests that the current standards may be too stringent,” the notice read.

Last week, several news outlets reported that the EPA and the National Highway Transportation Safety Administration are considering freezing mileage standards at 2020 levels and either sidestepping or revoking California’s ability to set its own standards. The lawsuit filed Tuesday, however, focuses solely on the April 13 notice in the Federal Register and not on the possible threat to California’s waiver.

Automakers have argued that Americans’ enduring love of trucks and SUVs — and limited embrace of electric cars, which tend to be more expensive than comparable gas-powered models — make it difficult to attain the 2025 standards. Since the current wave of electric cars first hit the market in late 2010, just over 378,000 have been registered nationwide, more than half of them in California.

“Consumer research shows that the monthly payment is the top concern when car-shopping,” the Alliance for Automobile Manufacturers lobbying group argued in an April 2 statement, after Pruitt said he would revisit the mileage requirements. “So, to ensure ongoing fuel economy improvement, the wisest course of action is to keep new vehicles affordable so more consumers can replace an older car with a new vehicle that uses much less fuel — and offers more safety features.”

And yet, car companies also want to avoid having to meet two different mileage standards within the United States. And while the alliance has welcomed efforts to revise the standards, not all of its members agree. The top executives of Ford, for example, in March called for more flexibility in the fuel economy program but argued against a rollback.

An alliance spokesman did not return a request for comment Tuesday.

Brown said Tuesday that scaling back mileage improvements would, in the end, hurt American automakers more than help them.

Other countries, he said, are planning to produce more-efficient cars and shift consumers away from vehicles that burn fossil fuels. American manufacturers will need to do the same in order to compete in the global market.

“If America can’t do it, I believe China and other countries will, and what will happen is what happened to the solar industry,” Brown said. “America will not have a major auto industry on the path that Trump and Pruitt have laid down.”

In addition to California and the District of Columbia, the suit is backed by Connecticut, Delaware, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Jersey, New York, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont, Virginia and Washington.

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