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Honsell: contrario ad una lettura arcaica e reazionaria della leva militare

Ho espresso la mia contrarietà alla proposta di legge volta a reintrodurre la leva obbligatoria per ragioni politiche e per ragioni etiche.

Non credo infatti che la politica di difesa di un Paese come l’Italia possa essere definita attraverso iniziative estemporanee e propagandistiche nonché da una analisi attenta delle esigenze contemporanee, che sono del tutto diverse da quelle di venti o trenta anni fa.

Considero inoltre un presupposto reazionario ritenere che la disciplina militare sia l’unica dimensione di formazione civile che tante tragedie ha causato e che sorprende venga oggi fatto proprio da un partito – come la Lega – che solo pochi anni fa era sostenitore addirittura della dissoluzione dell’Unità nazionale e oggi si è riscoperto avvolto nel Tricolore.

Se si vuole realmente accrescere il senso civico delle nostre comunità e delle giovani generazioni si punti su progetti di solidarietà sociale, di inclusione, di dialogo intergenerazionale.

Un mio breve commento sulla Riforma delle Ater

Si sta profilando una legge di riforma delle ATER all’insegna della discriminazione dei cittadini che non affronta i reali problemi che sono quelli dell’aumento della dotazione e della riqualificazione edilizia, sia in termini di coibentazione e riduzione delle dispersioni termiche sia di accessibilità (ascensori, barriere architettoniche).

La Giunta e la maggioranza del Consiglio sono impegnate nella solita gara a chi escogita il criterio per escludere il maggior numero di cittadini stranieri: gara che rischia però di penalizzare soprattutto i cittadini italiani se passa il criterio di anzianità di residenza in Regione di almeno 5 anni.

Se passerà questa norma le problematiche dei cittadini bisognosi con residenza inferiore ai 5 anni verranno scaricate tutte sui servizi sociali dei Comuni con ripercussioni gravi sul territorio.

La Mozione Open-Sinistra FVG su verità e giustizia per Giulio Regeni approvata all’unanimità dal Consiglio

In questi giorni di discussione su temi importanti come l’assestamento di bilancio o la disciplina degli Enti Locali in cui la politica regionale si è costantemente divisa in modo verticale su tutto o quasi si è realizzato oggi un importante momento di unità.

Quale consigliere regionale di Open Sinistra FVG ho presentato infatti una mozione che vincoli la Giunta regionale a mantenere gli impegni assunti con la Famiglia Regeni e con la comunità regionale in relazione alla fattiva ricerca della verità politica e processuale da parte delle autorità e di riferire tempestivamente al Consiglio su azioni e decisioni positive adottate.

La mozione – resasi necessaria anche per l’assenza di una direzione univoca da parte del governo su questo tema – è stata approvata all’unanimità dal Consiglio e questo conferma come la drammatica vicenda umana e civile di Giulio Regeni abbia fortemente turbato e ferito la comunità del Friuli Venezia Giulia senza distinzione di convinzioni politiche o filosofiche.
È infine – per me – motivo di particolare soddisfazione dato che Open Sinistra FVG è un gruppo composto da un solo componente, ma questo voto testimonia anche che quando si discute senza pregiudizi o vincoli ideologici la forza della ragione può prevalere su quella dei numeri.

So bene che nulla può restituire serenità ai genitori e all’universo degli affetti di Giulio, ma spero che la consapevolezza che l’intera comunità politica regionale sia vicina a loro non possa che rappresentare una fonte, per quanto debole di conforto.

La strage dei lavoratori deve arrestarsi

Di fronte alle tragedie che in solo due giorni hanno spezzato la vita di Andrea Diliberto e Matteo Smoilis la sinistra non deve rimanere silenziosa: la strage dei lavoratori deve arrestarsi.

Ma non basta più esprimere condanne verbali e scandalizzarsi. È necessario promuovere un’azione straordinaria per arrestare questo stillicidio di giovani, che muoiono proprio nella condizione più agognata nella loro vita: il posto di lavoro.
Ci vuole certamente, maggiore cultura della sicurezza e maggiore formazione alla sicurezza, ma ci vuole soprattutto maggiore controllo. Controllo delle condizioni e degli orari di lavoro, controllo delle attrezzature e delle procedure lavorative.

La responsabilità di un incidente deve ricadere su tutta la catena di comando. Nessuno può sfuggire alla propria responsabilità dicendo che la responsabilità era di un altro più in alto. Tutti devono essere controllori. La responsabilità deve ricadere su chi appalta e non controlla attraverso la direzione lavori. Deve ricadere sul futuro delle ditte e delle società coinvolte. E soprattutto l’esito delle inchieste deve essere reso pubblico e gli eventuali processi devono avere una corsia preferenziale e non disperdersi nei ricorsi. Essere stati coinvolti in un incidente sul lavoro deve essere uno stigma difficile da cancellare che pesi sui futuri appalti.

Il lavoro è il valore fondante della nostra Repubblica. La mancanza di sicurezza sul lavoro è incostituzionale. Una violazione non può essere
estinguibile con una multa.

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