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L’Europa dei diritti prevale sull’Europa delle paure

Nella settimana in cui il Consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione greve e insultante nei confronti dei diritti delle donne, con il prevedibile plauso della componente più reazionaria del governo nazionale una buona notizia giunge dalla #Romania con il plateale fallimento del referendum omofobico finalizzato alla cancellazione dei diritti in campo familiare delle persone omosessuali.

Si tratta di un segnale importante che conferma come l’egemonia culturale dell’estrema destra non sia generalizzata e neppure irreversibile. La fabbrica delle paure di Orban o Salvini non è la sola opzione esistente e sul tema della difesa dei diritti i popoli e i cittadini dell’Europa si dimostrano spesso migliori dei loro governanti.

Lo abbiamo appreso noi italiani al tempo del referendum su aborto e divorzio, lo apprendono i rumeni oggi.

Qui sotto l’articolo de Il Piccolo di oggi:

Vicenda Aquarius: una sconfitta per la civiltà del nostro Paese

Provo vergogna per il fatto che il nostro Paese si sia rifiutato di accogliere la nave Aquarius con oltre 600 profughi. Il Ministro Salvini gongola e dichiara che la crudeltà paga.
Provo orrore e per la prima volta anche paura. La tradizione più nobile dell’Europa era quella dei santuari, che raccoglievano le persone più fragili. Dove sono questi santuari oggi?
Negli anni in cui sono stato sindaco non ho mai rifiutato di accogliere chi veniva a dine e più volte abbiamo accolto in città i richiedenti asilo che erano abbandonati e costretti a vivere in condizioni precarie in una galleria a Gorizia.
Udine fu città-santuario. Di questo sono orgoglioso.
La vicenda Aquarius è una sconfitta per la civiltà del nostro Paese.

9 maggio: Festa dell’Europa

Oggi è la giornata dell’Europa. Dobbiamo rinnovare il nostro impegno per far vivere lo slancio di Spinelli, Rossi e Colorni. Al confino fascista immaginarono un’Europa dei popoli, un’europa “unità nelle diversità”.
Spinelli combatteva l’idea nazifascista di Europa, che mirava all’omologazione e allo sterminio dei diversi. Oggi dobbiamo contrastare l’Europa degli interessi puramente economici da un lato ed evitare che venga lacerata dai sovranismi xenofobi dall’altro.

Il mio impegno per Udine

La recente decisione del Governo italiano che ha individuato nel Porto di Trieste il porto di riferimento italiano per l’Adriatico, e l’istituzione dell’area del porto franco, potrà rappresentare una grande opportunità per la città di Trieste solamente se lo diventerà per tutte le strutture economico-produttive della Regione.

È decisivo che non vengano lasciati indietro soprattutto i Consorzi Industriali, come quello che oggi risultato in provincia di Udine dalla fusione dei consorzi ZIU, Aussa Corno, Cividale e Osoppo. Non ci potrà essere sviluppo per Trieste se non ci sarà una ricaduta su tutto il territorio regionale. La lavorazione parziale delle merci e il loro successivo instradamento attraverso i poli inter-modali, primo fra tutti quello di Cervignano, ben raccordato con le altre mobilità quali l’alta capacità verso Tarvisio e da lì in Germania.

Chi andrà a governare la Regione deve avere le idee molto chiare su questo punto, come è stato espresso questa mattina da Furio Honsell presso la sede di Open-Sinistra FVG in Via Vittorio Veneto 61: “Lasciare indietro alcune aree del territorio regionale dalle opportunità della portualità innovativa di Trieste, si rivelerà perdente per la stessa città di Trieste. È preoccupante che nessun altro oltre a noi parli di come coinvolgere il sistema dei Consorzi Industriali e dei Centri Intermodali”.

In questi 10 anni Udine ha acquisito un prestigio a livello europeo sia in tema di de-carbonizzazione, efficientamento energetico e fonti rinnovabili d’energia. Cogenerazione, teleriscaldamento, rinnovamento dell’illuminazione pubblica e del riscaldamento, e dei criteri di coibentazione edilizia hanno portato sia notevoli risparmi economici che importanti contributi al contrasto ai mutamenti climatici. “E’ tempo che queste buone pratiche sviluppate a Udine, siano replicate su tutto il territorio regionale.” Ha sostenuto Honsell.

I servizi alla persona, soprattutto agli anziani devono essere sviluppati. “C’è grande bisogno di professionalità legate ai servizi alla persona e alla promozione degli stili di vita sani. Non c’è sviluppo di posti di lavoro se non si tiene conto anche delle nuove opportunità legate a questi mutamenti demografici”.

Infine, si è parlato di come sviluppare l’appeal turistico del territorio soprattutto in relazione al grande patrimonio archeologico ancora poco sfruttato nella nostra regione.

Qui sotto gli articoli pubblicati dal Messaggero Veneto di oggi (p. 14 e p. 25):

          

 

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