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Condanna per l’ultima esternazione Ministro Salvini

Esprimo sdegno e condanna per l’ultima esternazione di un Ministro della Repubblica Italiana che esprime sprezzante razzismo, gettando così discredito sulle istituzioni del nostro paese.

La minoranza Rom è una delle minoranze più svantaggiate del nostro paese, ha un’aspettativa di vita inferiore di oltre 10 anni alla media italiana, è relegata a vivere, ma si dovrebbe forse dire sopravvivere, in aree depresse. Colpiti da stigma e pregiudizi secolari i Rom, in un paese come il nostro dove la mobilità sociale è ridotta al minimo, hanno pochissime prospettive di migliorare la loro condizione sociale.

Le parole e il tono del Ministro sono molto pericolose perché legittimano un pensiero razzista che se non viene condannato possono condizionare il pensiero di tanti cittadini. Sono parole che calpestano i principi fondamentali della nostra Costituzione.

Non si dimentichi il Ministro della Repubblica Italiana che moltissimi sono i Rom che sono esemplari cittadini e cittadine del nostro paese e non meritano di essere tutti colpevolizzati a causa del comportamento di pochi.

A Udine abbiamo sviluppato negli ultimi decenni numerosi progetti per l’inclusione delle comunità Rom anche sostenuti dall’Unione europea: attraverso questi progetti il numero di residenti nelle aree critiche è stato ridotto a meno del 25% di quanto lo fosse nel 2008 e questo senza fare nessuna deportazione, come allora chiedeva la parte politica che oggi è al governo.

BASTA RAZZISMO DALLA BOCCA DI CHI RAPPRESENTA IL POPOLO ITALIANO!!!

2 giugno: viva la Repubblica!

Sono intervenuto alla bella iniziativa dell’Anpi per brindare alla Costituzione e alla Repubblica. Nel mio saluto ho cercato di ragionare proprio sul termine “Repubblica”, sottolineando come in Costituzione compare ben 95 volte in contesti diversi ma con un significato costante: quello di impegno concreto e profondo nel realizzare i principi fondamentali della carta costituzionale in capo a tutti noi cittadini, non solo alle istituzioni dello Stato.
Ognuno di noi – uomini e donne – compone “la Repubblica” e su ciascuno di noi pesa l’onore e l’onere di farla vivere, ogni giorno.

Sull’attacco al principio della separazione dei poteri e alla funzione di garanzia del Presidente

La situazione creatasi a livello istituzionale e politico con la rinuncia all’incarico da parte del prof. Conte preoccupa a prescindere dalle opinioni che ciascuno di noi può avere sulle questioni legate alle politiche europee. E’ molto grave infatti l’attacco diretto al principio della separazione dei poteri e alla funzione di garanzia del Presidente della Repubblica, spinta in queste ore fino ad ipotizzare una stravagante e pericolosa ipotesi di messa in stato di accusa dello stesso presidente che, anche se finirà nel nulla, dimostra chiaramente la lontananza culturale dei partiti populisti e sovranisti dallo spirito e dalla lettera della nostra Costituzione.

Esiste una oggettiva necessità di riequilibrio delle scelte europee in favore di politiche di crescita e di sviluppo, esiste il tema della riforma in senso democratico delle istituzioni comunitarie e di una rilegittimazione popolare del grande disegno sortito dal Manifesto di Ventotene. Ma tutto questo non può essere perseguito attraverso gli insulti scomposti, le campagne di aggressione via web, il sobillare le persone semplici fomentandone gli istinti e i pregiudizi peggiori, per questo manifesto la mia piena solidarietà al presidente Mattarella e mi auguro che tutte le forze di centrosinistra nazionale e regionale si impegnino per ricostruire in fretta il filo spezzato con il proprio popolo, che mai come ora ha bisogno di rappresentanza, punti fermi e progetti chiari.

Per restituire la Politica alla Politica ritengo necessario un piccolo contributo per porre un argine al progressivo imbarbarimento del linguaggio e delle modalità di rapporto tra partiti e istituzioni ed è per questa ragione che domani mattina presenterò un esposto formale alla Procura della Repubblica verso Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Giorgia Meloni per presunta violazione dell’art. 278 del c.p. “Offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica”. Lo farò non solo come rappresentante del popolo, ma anche come cittadino mite che vuole vivere e contribuire al dibattito pubblico del proprio Paese in un clima di rispetto e di equilibrio.

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