17 maggio: giornata mondiale contro l’omofobia

17 maggio: giornata mondiale contro l’omofobia

Oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia. E’ una giornata per riflettere su quanto i diritti individuali di libertà, e primo fra tutti il diritto di amare, non possano essere negati né da norme né da pregiudizi.
Gli orientamenti sessuali non possono essere fonte di discriminazione o di stigma. Negare pari dignità non viola solamente i diritti della persona ma i diritti umani più profondi. Il diritto di amare non è solamente diritto dell’individuo, ma diritto collettivo.
Fa orrore oggi pensare che poco meno di 30 anni fa la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità considerava l’omosessualità una malattia mentale. E questo quando già proclamava l’importanza del benessere nella propria definizione di salute.
Fa orrore quanta atroce sofferenza abbia provocato in passato e provochi ancora il non essere liberi di esprimere il proprio amore.
Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti importanti per garantire il diritto di vedere riconosciute e tutelate le unioni tra persone dello stesso sesso. Ma sull’attuale formulazione della legge pesano ancora  pregiudizi, e peggio ancora non vi è ancora pari dignità tra famiglie omosessuali e famiglie eterosessuali.
Ricordiamo sempre che diversità sono un patrimonio! (Ma non lo sono certo le disparità, ovvero quelle disuguaglianze che sono ingiuste).
I miei auguri oggi a tutte le coppie gay e in modo speciale a Ingrid e Adele e ai loro bellissimi bambini, due eroine venute dall’altra parte del pianeta a insegnarci come essere felici vincendo ogni apartheid.

La salute dei cittadini non è estremismo!

Trovo grave che il candidato sconfitto Bertossi, per cercare un po’ di visibilità, oggi paragoni 10 anni di amministrazione a Udine da me guidata, anche con vicesindaco Martines, alle ideologie violente e razziste di un esponente di destra (si veda qui sotto articolo di oggi del Messaggero Veneto).
In dieci anni Udine è ai primi posti tra le città italiane per progetti europei volti a promuovere la salute, il benessere degli anziani, e la sostenibilità. Sono migliaia, per esempio, gli anziani che hanno partecipato ai progetti di ginnastica dolce nei quartieri, alla prevenzione, a Camminamenti.

Si è privilegiato la ristrutturazione delle scuole di quartiere e delle loro palestre rispetto a progetti faraonici di palazzetti per pochi. Grazie all’intelligente politica sul traffico e sul riscaldamento, negli ultimi anni, non sono stai superati i livelli di inquinamento dell’aria a Udine, che sono la causa in tante altre città della pianura padana, di morti precoci.

Se pensare in primo luogo alla salute dei cittadini è estremismo, bene ha fatto Martines a rifiutare l’alleanza con Bertossi.

L’articolo del Messaggero Veneto di oggi (Udine, p. 23):

La strage dei lavoratori deve arrestarsi

Di fronte alle tragedie che in solo due giorni hanno spezzato la vita di Andrea Diliberto e Matteo Smoilis la sinistra non deve rimanere silenziosa: la strage dei lavoratori deve arrestarsi.

Ma non basta più esprimere condanne verbali e scandalizzarsi. È necessario promuovere un’azione straordinaria per arrestare questo stillicidio di giovani, che muoiono proprio nella condizione più agognata nella loro vita: il posto di lavoro.
Ci vuole certamente, maggiore cultura della sicurezza e maggiore formazione alla sicurezza, ma ci vuole soprattutto maggiore controllo. Controllo delle condizioni e degli orari di lavoro, controllo delle attrezzature e delle procedure lavorative.

La responsabilità di un incidente deve ricadere su tutta la catena di comando. Nessuno può sfuggire alla propria responsabilità dicendo che la responsabilità era di un altro più in alto. Tutti devono essere controllori. La responsabilità deve ricadere su chi appalta e non controlla attraverso la direzione lavori. Deve ricadere sul futuro delle ditte e delle società coinvolte. E soprattutto l’esito delle inchieste deve essere reso pubblico e gli eventuali processi devono avere una corsia preferenziale e non disperdersi nei ricorsi. Essere stati coinvolti in un incidente sul lavoro deve essere uno stigma difficile da cancellare che pesi sui futuri appalti.

Il lavoro è il valore fondante della nostra Repubblica. La mancanza di sicurezza sul lavoro è incostituzionale. Una violazione non può essere
estinguibile con una multa.

9 maggio: Festa dell’Europa

Oggi è la giornata dell’Europa. Dobbiamo rinnovare il nostro impegno per far vivere lo slancio di Spinelli, Rossi e Colorni. Al confino fascista immaginarono un’Europa dei popoli, un’europa “unità nelle diversità”.
Spinelli combatteva l’idea nazifascista di Europa, che mirava all’omologazione e allo sterminio dei diversi. Oggi dobbiamo contrastare l’Europa degli interessi puramente economici da un lato ed evitare che venga lacerata dai sovranismi xenofobi dall’altro.

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