Buongiorno Udine!

Buongiorno Udine!

Ecco una piccola anteprima della sede elettorale… puoi venire a trovarci in Via Vittorio Veneto n. 61, la sede è aperta con il seguente orario:

 LUNEDì, MERCOLEDì e VENERDì 09.00-13.00
 MARTEDì e GIOVEDì 14.30-18.30

   

7 aprile 2018 – Giornata mondiale della salute

Salute per tutti e dappertutto“: è questo il messaggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
E voglio qui ricordare che per l’OMS la salute non è solamente assenza di malattia o benessere fisico, ma anche benessere mentale, relazionale ed emotivo. Solamente un pianeta veramente equo può dare vera salute a ciascuno.

Voglio anche ricordare come nel 2012 in qualità di Sindaco di Udine fui invitato proprio dall’Ufficio Centrale Europeo dell’OMS a Copenhagen come testimonial di cosa può fare una città per l’integrazione e il benessere per gli anziani: in quell’anno il tema era l’intergenerazionalità e io presentai le tante iniziative che abbiamo realizzato a Udine in questi ultimi dieci anni per promuovere l’inclusione degli anziani e la prevenzione: il programma del Pedibus, quello di ginnastica dolce, quello di contrasto alle demenze, i gruppi di cammino.

Ricordiamoci che il benessere o è di tutti oppure non è.

Honsell: senza noi, nulla a sinistra

Pubblichiamo l’articolo di ieri del Messaggero Veneto – Pordenone (l’articolo è di Laura Venerus) relativo alla presentazione della lista Open Sinistra FVG a sostegno di Sergio Bolzonello Presidente.


«Se non ci fosse questa lista, non ci sarebbe nulla a sinistra». È con queste parole che Furio Honsell, tra i fondatori di Open Sinistra Fvg, ha presentato ieri la civica, che correrà per le elezioni regionali a sostegno di Sergio Bolzonello presidente, con i candidati di Pordenone.«Un progetto unitario di sinistra che porta avanti i valori di quest’area politica». Così Honsell ha definito Open, non mancando di criticare alcune scelte del governo nazionale e regionale, che a suo dire hanno mancato di umiltà e di ascolto del territorio.Tra le critiche maggiori, a livello regionale, quelle sulle Uti. «Un’indispensabile riforma – ha ammesso Honsell – che però bisogna vedere e ritoccare evitando la visione granitica avuta finora».
Della stessa idea Velia Cassan, capolista del collegio di Pordenone: «Riequilibriamo le forze e i territori – ha affermato – parlando con la base, per trovare la giusta soluzione alla luce di ciò che è stato fatto». I punti cardine su cui poggia il programma di Open Sinistra Fvg, declinati nell’area pordenonese, riguardano il lavoro con il rilancio degli investimenti, il sostegno alle politiche attive, una rinegoziazione del rapporto Stato-Regione, la scuola con un’attenzione al consolidamento e alla stabilizzazione dell’università a Pordenone, la sanità, con la priorità al completamento del nuovo ospedale che vada al di là dell’edificio in quanto tale ma consideri le attrezzature e la viabilità, il completamento della cittadella della salute, il rilancio del Cro e il rafforzamento delle politiche sanitarie sul territorio ma anche la creazione di una Camera di commercio unica».

Sulle disuguaglianze economiche e sociali

Le diversità sono un patrimonio. Ma vi sono disuguaglianze che sono avvertite come ingiuste: le disparità.

Da molti anni l’OMS ha individuato nelle disparità economiche la causa delle profonde diseguaglianze nell’ambito della salute tra i cittadini anche nei paesi più avanzati. Solamente recentemente è risultato però chiaro che la disparità economica (indice di GINI) è fortemente correlato con numerosi indicatori di salute pubblica quali la salute mentale, l’uso di psicofarmaci, gli abbandoni scolastici, la recidività delittuosa, l’aspettativa di vita e le dipendenze.

Maggiore disparità implica minore salute: questi risultati sono emersi dall’analisi comparata della situazione in svariati paesi nel mondo. Ancora più significativo è stato però il fatto che la minore salute, nei paesi a maggior disparità economica, non è presente solamente considerando tutta la popolazione, ma anche il segmento (tecnicamente il percentile) dei privilegiati.

Tutto ciò ci fa capire che coloro che pensano di costruire muri per stare meglio tenendo al di fuori della propria cerchia le povertà, alla fine stanno comunque peggio di coloro che invece cercano di ridurle.

Qui un interessante articolo tratto da LaVoce.info.

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