Un commento su Ddl 85 “Ulteriori misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID19”

Un commento su Ddl 85 “Ulteriori misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID19”

Ieri la V Commissione ha licenziato un provvedimento di sostegno economico importante per aziende e soggetti economici, il Disegno di legge 85 “Ulteriori misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19”

Furio Honsell di Open Sinistra FVG ha votato a favore ma ha espresso la necessità in questo momento di prevedere anche misure per il sostegno ai #cittadini e in ogni caso non a norme puntuali. Purtroppo così non è stato.

“In primo luogo andrebbero previsti contributi di sostegno alle famiglie per gli affitti con possibilità più ampie. Abbiamo invece assistito, anche in questo momento che richiederebbe solidarietà, alla discussione di regolamenti che escludono tanti cittadini e che non tengono conto della crisi che investe anche persone che non rientrerebbero nelle fasce deboli. La crisi dovuta all’emergenza epidemiologica Covid-19 dovrebbe invece spingere ad allargare la base di coloro che possono accedere a queste misure. Si dovrebbero anche prevedere misure di sostegno psicologico sia a operatori sanitari che a persone e famiglie in quarantena. Andrebbero studiate misure che permettano la vendita a domicilio”.

Honsell ha di nuovo ribadito che “andrebbe rimossa la misura che impedisce l’attività fisica in sicurezza. La criticità deriva dalla mancanza di distanziamento interpersonale. Le forze dell’ordine e i volontari dovrebbero impedire queste dinamiche, non il movimento in sicurezza”.

Honsell conclude infine che “le proroghe e le deroghe dovrebbero essere generali: abbiamo invece visto ancora concedere tempo ai Comuni che non sono stati capaci di spendere i finanziamenti europei del PISUS e sono stati approvati bandi specifici e non norme di carattere generale che investono tutti gli operatori nel settore della cultura”.

Qualche riflessione critica relativamente all’ultima ordinanza del Presidente Fedriga

Come sistema Paese siamo riusciti ad affrontare gli “anni di piombo” senza eccessive limitazioni alle libertà costituzionali e come sistema Regione abbiamo affrontato e vinto la sfida della ricostruzione post-terremoto puntando sulla collaborazione e sullo spirito di comunità di amministratori e cittadini. Questa sfida è molto diversa e più subdola ma va affrontata con le armi della ragionevolezza non con quelle della propaganda. Il doveroso senso di collaborazione e disponibilità al dialogo nei confronti della Giunta regionale non può in alcun modo trasformarsi in una acritica accettazione di qualsiasi decisione venga adottata.
Viviamo in tempi di emergenza. Siamo tutti preoccupati per le persone più fragili, per i nostri cari, e per noi stessi, per il destino del nostro lavoro e del nostro territorio ma soprattutto nei tempi di crisi, non possiamo perdere di vista il quadro generale. L’Ordinanza del presidente Fedriga che limita ulteriormente la libertà di movimento e di circolazione dei residenti in Regione è sbagliata per diversi motivi. Non ritengo opportuno che i presidenti di Regione continuino a muoversi autonomamente rispetto al governo.
Inoltre limitare ulteriormente la libertà dei cittadini eliminando anche la semplice possibilità di passeggiare all’aria aperta lungo le strade vuote delle nostre città è una scelta di dubbia legittimità democratica e probabilmente negativa dal punto di vista della salute. L’isolamento è necessario alla salute ma anche il movimento quotidiano lo è, soprattutto per gli anziani o le persone fisicamente deboli.
Gli anziani hanno bisogno di movimento, anche per non compromettere l’autonomia residua, le persone sovrappeso o malate di cuore hanno bisogno di movimento quotidiano e costante, i bambini hanno bisogno di movimento. Sono tutte esigenze reali, che non comportano necessariamente la creazione di assembramenti e che non vanno affrontate con ordinanze muscolari.
Questa crisi dovrebbe imporre a tutti e in particolare a chi ha responsabilità di governo di guardare in faccia la realtà e rendersi conto dei danni fatti da 30 anni di politiche neoliberiste che hanno sempre affrontato il tema della salute dei cittadini solo in base alla dimensione contabile lasciando in secondo piano le necessarie riflessioni sui mutati bisogni di una società sempre più anziana e parcellizzata. E questa riflessione dovrebbero farla in particolare i partiti di destra e soprattutto la Lega: quante volte in questi anni hanno incitato i cittadini e gli amministratori locali a non rispettare le regole decise da governi che a loro non piacevano, quante volte si è invitato alla violazione delle norme europee, allo sciopero fiscale, a disapplicare questa o quella riforma? Se oggi molti cittadini sono poco attenti nel rispettare le decisioni adottate ai diversi livelli lo si deve anche a troppi anni di sistematico abbattimento dello spirito di solidarietà repubblicana, che deve travalicare le divisioni del momento.

Sulle dichiarazioni di Polidori, vicesindaco di Trieste

L’appello all’odio espresso dal vicesindaco di Trieste Polidori nei confronti di Gianfranco Schiavone che da anni difende i più deboli e i richiedenti asilo è un atto molto grave. Un rappresentante delle istituzioni dovrebbe risolvere le problematiche che gli vengono segnalate, e non di certo scatenare l’odio. In un momento come quello che stiamo vivendo è indispensabile non lasciare indietro nessuno: Gianfranco Schiavone e altri cittadini volontari stanno facendo questo. Polidori dovrebbe ringraziarli e mettersi al loro servizio non istigare l’odio.

Come Consigliere Regionale di Open Sinistra FVG faremo un’interrogazione al riguardo delle pericolose e ingiuriose dichiarazioni di Polidori.

Qui sotto l’articolo apparso su Trieste Cafe:

Covid19: videoconferenza con Presidente Fedriga e problematiche segnalate dai cittadini

Nella video-conferenza di questa mattina indetta dal Presidente Fedriga, che ringrazio, a cui hanno partecipato i capigruppo del Consiglio Regionale e i parlamentari FVG ho sollevato tre problematiche alle quali il Presidente ha dichiarato che prenderà in considerazione.

Tutte le problematiche mi sono state segnalate da cittadini:

1) gli oltre 1000 lavoratori italiani alla base di Aviano, non sono ancora protetti come altrove, perché certe procedure di sicurezza non sembrano ancora avviate appieno.

2) in seguito alla chiusura di molte mense, come quelle dei centri di salute mentale, tanti cittadini fragili si trovano in seria difficoltà anche nel soddisfare i bisogni più elementari. Poiché è corretto non uscire bisogna però provvedere a fornire a domicilio certi servizi.

3) molti lavoratori segnalano come non siano a disposizione i presidi sanitari indispensabili per garantire la sicurezza sui posti di lavoro, come mascherine e guanti.

Ho comunque espresso l’apprezzamento per l’opera straordinaria sin qui svolta dal sistema sanitario e la protezione civile.

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