Cussignacco, 5/09, ore 18: incontro sul no al referendum confermativo

Cussignacco, 5/09, ore 18: incontro sul no al referendum confermativo

Sabato 5 settembre dalle ore 18.00, presso la sala polifunzionale di via Veneto 164 a Cussignacco, Open Fvg organizza un incontro a sostegno delle ragioni del NO al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Si tratta di una iniziativa a più voci, avendo garantito la propria presenza anche esponenti di Democratici per il NO, 6000 Sardine, ANPI e Coordinamento per la democrazia Costituzionale.
Le pesanti conseguenze per l’assetto della democrazia parlamentare e l’impatto negativo sulla rappresentanza della nostra Regione obbligano ad una mobilitazione intensa fino all’ultimo minuto utile e per questo – malgrado le difficoltà del momento – abbiamo deciso di tenere un incontro pubblico, per il dovere di confrontarci direttamente con i cittadini e le cittadine della nostra città e per discutere insieme dell’idea di democrazia che abbiamo e vogliamo promuovere.
Considerato che la sala – per quanto ampia – ammette un numero di posti ingressi limitati, è consigliabile voler comunicare la propria presenza scrivendo a [email protected]. Non saranno ammesse persone prive di mascherina di protezione e verrà garantito il distanziamento sociale previsto dalla normativa di prevenzione e contrasto alla diffusione del Covid-19.

Contrasto alla solitudine: nuovo testo base in esame in III Commissione

Oggi in terza commissione è stato presentato il nuovo testo di legge sul tema della Solitudine, frutto del lavoro svolto in Commissione Ristretta per individuare una  fusione tra la legge da me proposta, ancora nell’agosto del 2018 e il testo proposto dalla Giunta alcuni mesi fa. La mia proposta era frutto di un lavoro intenso e appassionato svolto con il concorso di psicologi ed esponenti del mondo delle associazioni, della scuola e del Terzo Settore. Mi sono confrontato diverse volte con l’Assessore Riccardi in questi mesi e sono lieto che siano stati recepiti gli aspetti di principio più qualificanti della mia proposta originaria. L’attuale intervento legislativo pur essendo più limitato ha però comunque il pregio di accendere l’attenzione su un tema troppo a lungo dimenticato. Pertanto intendiamo sostenere questo testo.” Ha dichiarato il Consigliere regionale di Open – Sinistra FVG Furio Honsell.
“Naturalmente non intendiamo giocare un ruolo passivo nelle prossime votazioni, ma riproporremo alcuni dei punti della nostra proposta non ancora recepiti – a partire dalle modifiche ipotizzate a seguito della drammatica esperienza della quarantena. Ma affinché questa legge possa essere davvero efficace e incidere sulle gravi dinamiche di solitudine che stanno emergendo nelle nostre comunità è necessario che nelle prossime leggi finanziarie vengano investite risorse importanti su questa legge. Solamente così tutti i soggetti coinvolti, enti locali, scuole, università, centri di ricerca ed enti di volontariato, potranno operare per contrastare la solitudine e l’emarginazione.”

Su replica Roberti a lettera sindaci su gestione minori non accompagnati e richiedenti asilo

“Inquietante, la risposta di un assessore regionale alla lettera dei sindaci che chiedevano maggiore aiuto nella gestione dei minori non accompagnati e dei richiedenti asilo.

Roberti fa dell’ironia di fronte ad una problematica oggettiva, che non si risolve con qualche comizio davanti a un centro di accoglienza come ha fatto il suo mentore e nostro presidente Fedriga. Chi è sindaco, come chi è Assessore ha responsabilità istituzionali che non deve mai dimenticare. I problemi non si risolvono scaricando responsabilità o con slogan elettorali e certo non si può pensare di trasformare in una best practice l’imbarazzante “modello Gonars”, frutto di uno scadimento non solo politico e amministrativo, ma anche morale della politica leghista. Ma forse questa Giunta risente delle intimidazioni di Casa Pound, megafonamente espresse recentemente in Consiglio Regionale?”: ha dichiarato Furio Honsell di Open-Sinistra FVG.

“Chi opera nelle istituzioni deve smettere di fare campagna elettorale per affrontare con senso di responsabilità la realtà , per quanto possa essere molto più difficile di quanto credesse quando si candidava.”

Qui sotto l’articolo del Messaggero Veneto:

Il trionfo dell’antipolitica

Tra il “prima” dell’irruzione fascista e il durante non c’è stato un vero salto lessicale. “Clandestini, la necessità di foto-trappole, termo-scanner, l’inattività di un governo centrale colpevolmente disinteressato…” erano le parole che risuonavano nell’aula del Consiglio Regionale durante gli interventi della maggioranza mentre la VI commissione era riunita per approvare il Piano Regionale dell’Immigrazione che in verità nulla aveva di piano. E “clandestini, esercito, basta…” furono le parole megafonate dal nutrito manipolo schierato a falange a protezione del proprio oratore-leader. Tutti in tenuta balnear-eversiva affinché le nudità tatuate esternassero la massima valenza mediatica. Tante braccia alzate per raccogliere con il telefonino quelle immagini che rinnovavano imprese di “legionari” del passato a cui si ispiravano.
Ma come è stato possibile che siano potuti accedere in un palazzo nel quale normalmente bisogna firmare per entrare e dimostrare che la propria temperatura corporea è più vicina a quella del rettile che del mammifero? E perché nessuno ha avvisato l’aula del loro imminente arrivo nel tempo che ha richiesto alla falange, seppur muscolata, di raggiungerla percorrendo 4 rampe di scale?
Fatto sta che io sono dovuto scattare in piedi per poi uscire dall’aula reclamando a gran voce un intervento del Presidente della Commissione e dell’Assessore, scandalizzandomi che seppur interrotti ascoltassero, e non c’è stata una tempestiva presa di posizione da parte della Giunta.
Sì di un vero e proprio attentato alla democrazia si è trattato quanto è avvenuto la mattina del 4 agosto 2020 nell’aula del Consiglio Regionale. Di un attentato alle istituzioni. Tacerò delle reazioni che hanno avuto i Consiglieri anche perché molto è già stato detto e condannato, per concentrarmi invece sul fatto in sé.
Quanto è avvenuto è grave e pericoloso, anzi pericolosissimo. Dimostra che non si è ancora capita la forma più alta di civiltà politica che l’umanità ha saputo esprimere dal Paleolitico inferiore: la democrazia rappresentativa. È ben più sottile della democrazia diretta tanto rivendicata da coloro che hanno cavalcato e cavalcano l’anti-politica e certamente incommensurabilmente superiore alle dittature e ai fascismi. Ne richiamo i principi. I rappresentanti politici sono coloro che incarnano il dialogo, la mediazione. E mediazione significa soprattutto innovazione, superamento del limite del pre-giudizio del pre-concetto. Poi solamente dei rappresentanti possono essere sottoposti al giudizio dell’elettorato: facendo così in modo che chi è controllato non sia anche controllore. Solamente in un Consiglio di rappresentanti democraticamente eletti l’opinione delle minoranze può essere salvaguardata, perché non sono più solamente il numero di tatuaggi o la circonferenza dei muscoli a contare o l’ostinazione massimalista, ma la forza persuasiva delle proprie idee.
Il Consiglio poi non è il luogo dove si cerca di realizzare il mito della giustizia assoluta, che sarebbe altro nome per dittatura. Parafrasando Amartya Sen, il meglio non è realizzare la verità assoluta perché questa non esiste, come ci insegna l’altra grande conquista dell’umanità ovvero il metodo scientifico. Il meglio è il progresso ottenuto riducendo ogni giorno un po’ di ingiustizia. Il Consiglio non è il luogo dove non si compiono degli errori ma è il luogo dove da tali errori si dovrebbe sapere imparare.
I falangisti che hanno fatto irruzione nel Consiglio Regionale interrompendo con la loro violenza il dialogo democratico, non l’hanno capito. Sono i beneficiari di una civiltà che progredisce, seppure lentamente, attraverso meccanismi che non sanno comprendere ma rischiano di alterare. I meccanismi democratici sono delicatissimi e facili da distruggere, come ci mostrano gli autoritarismi del passato e del presente, e sono difficilissimi da ripristinare una volta spezzati.
Il pericolo di quanto è avvenuto è molto concreto poi, proprio per la contiguità dei concetti e delle modalità di espressione di questi giovani con tanta dell’attuale politica.
In primo luogo il tema: i richiedenti asilo. Tema certamente antico ma sempre più importante a fronte delle disparità planetarie che stanno emergendo.  I migranti sono stati i capri espiatori di tutta l’ultima campagna elettorale, basata dalla destra che ha vinto, sulla paura del diverso. Io stesso sono stato ri-accusato non più tardi di qualche settimana fa dallo stesso Presidente Fedriga in aula di essere “uno di quelli che li vuole”. Innumerevoli sono stati e saranno ancora i comizi davanti alla Cavarzerani e gli altri luoghi di accoglienza o detenzione da parte di tanti uomini politici avidi di facili consensi. Il tema dei migranti è invece un tema difficile perché investe la nostra etica, il nostro diritto di sentirci parte di un’umanità. Non va trattato in modo semplicistico come “chi è a favore degli arrivi” e “chi, invece, è contrario”. Il problema va posto altrimenti e insieme a quelli più gravi dei quali è conseguenza, come la pace, lo sviluppo sostenibile, i mutamenti climatici, la pandemia. Va detto senza mezzi termini: i sentimenti e i pensieri di questi squadristi, sui migranti, sono stati aizzati dagli apprendisti stregoni oggi in maggioranza in Regione, che hanno cavalcato e cavalcano le paure. La mostruosità antidemocratica di quanto è avvenuto è amplificata anche dalla contiguità delle modalità mediatiche da loro frequentate. Il significato dell’irruzione sarà la sua risonanza mediatica lo scopo era fare un video. (Ricordate quello del citofono al presunto spacciatore dell’ultima campagna elettorale in Emilia Romagna?)
Il Presidente Fedriga disse in Consiglio poco tempo fa “Mi rivolgo a quelli che ci seguono anche da casa…” Il dibattito politico nei luoghi deputati sta scomparendo. Tutto è fatto attraverso dirette FB senza confronto, ben più difficile è sostenere invece una tesi in Consiglio Regionale.
Quanto abbiamo visto qualche giorno fa è l’apoteosi del pensiero antipolitico. È la conseguenza delle urla che sentivamo alcuni anni fa, “Tutti a casa”, di coloro per cui la difficoltà dei problemi non esiste per cui le soluzioni non hanno chiaroscuri.
Carissimi giovani e carissimi colleghi l’unica verità è che la soluzione non c’è sempre. Sempre, invece, la si deve cercare! E gli strumenti sono quelli del metodo scientifico, del dibattito nella democrazia rappresentativa, che hanno fatto abbandonare ad alcuni di noi la clava del Paleolitico e qualsiasi altro tentativo di intimidazione per rispettare invece le regole e i tempi della democrazia.
Cari concittadini, pensate anche a quanto è successo qualche giorno fa a Trieste, quando dovrete votare in settembre al prossimo referendum sul numero dei rappresentanti in Parlamento. Pensate al cosiddetto “paradosso del sorite” di Eubulide di Mileto: “se da un mucchio di chicchi di grano, o di rappresentanti, ne togliete qualcuno, resta sempre un mucchio, ma dopo un po’ per quanto fosse grande il mucchio iniziale rimane solamente l’ultimo chicco, ovvero il dittatore”.

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