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Mozione per riconoscimento intesa Comune Udine – società Udinese Calcio che ha permesso ristrutturazione Stadio Friuli

Oggi ho presentato insieme ai consiglieri regionali Simona Liguori, Mariagrazia Santoro, Franco Iacop e Tiziano Centis una mozione dal titolo: “Riconoscimento, quale esempio meritevole di capacità imprenditoriale pubblico-privata, dell’intesa tra il Comune di Udine e la Società Udinese Calcio S.p.a., che ha permesso la ristrutturazione dello Stadio Friuli”.
La vendita all’Udinese del diritto di superficie, a seguito del contratto del 2013, tra Comune di Udine e Società Udinese Calcio S.p.a., ha permesso di riqualificare lo Stadio di Udine e realizzarne la copertura senza oneri per il pubblico. È un esempio quasi unico in Italia, vista la condizione attuale degli impianti di calcio nel nostro paese. La vendita, senza perdita del diritto di poter utilizzare lo stadio da parte del Comune, ha permesso inoltre di risparmiare quasi un milione di euro l’anno di soldi pubblici per le manutenzioni.
La recente delibera dell’ANAC, che non sembra tenere in debito conto quanto precedentemente riconosciuto da Corte dei Conti, TAR, Tribunale di Udine e la stessa ANAC rischia di venire strumentalizzata negativamente da alcuni per sminuire la valenza di un’opera che è attualmente presa a modello in varie città italiane. Questa mozione vuole esprimere il sostegno al Comune di Udine nel far valere il prestigio e rilievo che l’operazione ha portato al Friuli sia in termini sportivi che amministrativi.”
Così si è espresso Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra FVG, primo firmatario della mozione.

Buon 25 aprile!

È un augurio che, diversamente da altri che ci facciamo o ci potremmo fare, dà uno slancio sempre nuovo e fresco e non suona mai vuoto o retorico.
È un augurio che ci dà forza, perché richiama il punto più fermo dal quale è iniziata la rinascita del nostro paese e che ancora costituisce l’unico possibile riferimento.
È un augurio che indica la direzione nella quale andare oggi e in futuro: la piena realizzazione della democrazia, della libertà, della solidarietà, dell’equità, del rispetto. In una parola sola: della nostra Costituzione antifascista.
Buon 25 Aprile, è quindi un augurio che è anche un impegno.
Un impegno ad agire e a non tradire lo slancio ideale dei partigiani che operarono e combatterono nella Resistenza. È l’impegno affinché tale slancio si diffonda e si sviluppi grazie all’azione di ciascuna e ciascuno di noi.
Quindi Buon 25 Aprile a tutte e a tutti!

Dodici anni fa l’addio a Eluana Englaro

“Dodici anni fa, a Udine, cessava di respirare Eluana Englaro. Non cessò di vivere nel 2009. Ciò avvenne altrove, diciassette anni prima. Una rianimazione non andata a buon fine la lasciò in uno stato vegetativo.
Udine fu l’unica città che seppe accogliere un padre ed una figlia in una fase tremenda della loro vita. Udine città dei diritti civile, seppe garantire loro il diritto alla giustizia. Tutti i livelli di giudizio infatti avevano autorizzato la rimozione del sondino naso-gastrico, come chiedeva il padre in nome della figlia. Udine seppe così rendere esigibile il diritto al rifiuto delle cure quando queste sono degradanti, come sancisce la nostra Costituzione.
Beppino Englaro è un eroe civile per aver sostenuto con forza una battaglia di civiltà senza ipocrisie, aprendo la strada alla legge 219/17 sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento.
Il progresso scientifico ci obbliga un’elaborazione bioetica permanente e responsabile, che metta in discussione i risultati di ogni nuova conquista. Ma il progresso civile si raggiunge solamente quando il pensiero bioetico si rafforza dello slancio di amore di un padre.”

Sulle dichiarazioni Riccardi relative alla mancanza di dispositivi di protezione per operatori sanità

Con imbarazzo leggo nei giornali che l’Assessore alla Sanità del FVG Riccardi ha dichiarato che risultano mancanti i principali, e basilari aggiungerei io, dispositivi di protezione (mascherine adeguate, occhiali protettivi e guanti) contro COVID19 per gli operatori sanitari. Ancora l’Assessore ha affermato che “in questa maniera, si rischia una maggiore diffusione dei contagi all’interno delle strutture ospedaliere”.

Sono dichiarazioni gravissime quelle dell’Assessore: il responsabile dell’amministrazione regionale si sarebbe dovuto già attivare alcune settimane fa per verificare la presenza e la disponibilità dei principali dispositivi di sicurezza, validi per tutti gli operatori sanitari (dal medico di famiglia al pediatra, dagli OSS agli infermieri e medici degli ospedali), al fine di prevenire contagi in strutture che dovrebbero curare invece che contagiare o far ammalare le persone.

Tutelare il lavoratore e tutti i pazienti e permettere di operare in modo sicuro nel proprio luogo di lavoro è un reale obbligo e dovere dell’Assessore Riccardi. Basta mettere avanti le mani e chiedere che Fedriga intervenga chiedendo a Conte un intervento mediante invio in Regione del materiale arrivato dall’estero. Dovevano già nel passato essere previsti degli acquisti di questo tipo: più e più volte nelle sedi preposte avevo espresso i miei dubbi relativamente alla carenza di azioni dedicate alla prevenzione per i cittadini e alla necessità di procedere con risorse più adeguate per le borse di specializzazione mediche, ma purtroppo la risposta che ci era stata data, in sede di discussione di una mozione dedicata e dei provvedimenti della Legge di stabilità, si era limitata, liquidandoci, al riferire che tale misura era già stata ampliata con alcune risorse in più. Aggiungerei un’ultima cosa: forse, durante l’ultima stabilità sarebbe stato più opportuno ridurre i fiumi di denaro che sono stati investiti in sistemi di videosorveglianza e foto trappole ai confini, utilizzate come propaganda elettorale, e inserite invece più risorse nelle misure di prevenzione.

Proprio nelle scorse leggi di riforma sanitaria avevamo proposto diversi emendamenti, molto importanti sul tema della prevenzione, ma purtroppo in quelle occasioni erano stati bocciati.

Qui sotto l’articolo del Messaggero Veneto di oggi:

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